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di Rimini n.8 / 4.6.2003
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I miracoli di Santo Stefano Vitali.
Che Stefano Vitali sia un uomo onorabile lo dice la sua storia. La Cronica Semiseria Ariminense narra che prima ancora di imparare a parlare era già attivamente impegnato in parrocchia a distribuire ai poveri, in perfetta ugualità, le offerte dei fedeli. Per i buoni uffici maturati e una lunga militanza da chierichetto si guadagna la fiducia nientedimeno che di Don Oreste Benzi, che lo elegge segretario personale per dieci anni. Quindi la vocazione pubblica che ha il volto di Alberto Ravaioli che lo sceglie come Gesù con Paolo di Tarso per l’assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Rimini con la sua montagna di denari da amministrare. Insomma un buono talmente buono, con una faccia così buona, da convincere persino l’accoppiata Andrea Gnassi e Maurizio Melucci, che lo scelgono per incarnare il giovane Pd di domani.
È lui l’homo novus politicus ariminensis: un moderato di sinistra, cattolicissimo, con tanti figli da tirar su e tante case famiglia da amministrare, dal pedigree talmente inattaccabile da far impallidire il Beato Alberto Marvelli. Subito dopo la democraticissima elezione senza primarie a successore della cattedra di Ferdinando Fabbri, nonostante la base del Partito Democratico riminese esploda e tutti siano scontenti, Vitali si impegna nella missione impossibile di ricucire lo strappo con Maurizio Taormina! In un afflato ecumenico lo abbraccia spiritualmente e gli dice: “Io e te insieme”. E Taormina piuttosto che essere il numero due della Provincia di Rimini ancora per dieci anni preferisce rifilargli il due di picche e s’inventa la lista Fare con cui alla prova dei fatti, però, fa ben poco. La lunghissima, entusiasmante e soprattutto soporifera campagna elettorale di Vitali si distingue per i grandi sorrisi e la serenità che distribuisce a destra e a manca, soprattutto a manca, imbarcando nella sua coalizione nove liste nove. Gli agiografi raccontano che percorrerà, in circa otto mesi, diecimila chilometri ed incontrerà diecimila persone, a tutti garantendo che il buongoverno della Provincia di Rimini, dopo i Vichi e i Fabbri, proseguirà con lui al timone. Sicurissimo di essere eletto al primo turno – Gnassi glielo aveva giurato, dopo una seduta spiritica con il Mago dei Numeri del Pd – il buon Vitali arrivava alle urne con il sorriso di chi pensava di vincere facile. L’imprevista randellata sui denti lo metteva momentaneamente KO ma la sua onestà intellettuale e la buona educazione cattolica gli facevano ammettere all’intervistatrice di IcaroTV che un po’ sì, c’era rimasto male ma che, fermo nel suo Alto Ideale di Politica, non si sarebbe mai apparentato con nessuno per vincere! Duro e puro!
Ed ecco invece che sei giorni dopo una foto sui giornali ritrae un Vitali sorridente che stringe la mano di Maurizio Nanni, leader dell’Udc riminese. Cosa può essere successo di così decisivo da distogliere Vitali dal suo fermo proposito? La Cronica Semiseria Ariminense dice la sua e racconta che il buon Stefano sia stato visitato durante il sonno da un angelo biondo, boccoloso e ben vestito che volteggiando con il simbolo dello scudocrociato in mano diceva “Stefano, Stefano, perché ti vuoi complicare la vita? L’alto compito politico a cui sei chiamato può valere un piccolo sacrificio ideale. Tanto una poltrona per tutti c’è: così potrai vincere e continuare con il santo buongoverno”. Altri dicono che invece sia bastato un Sms di Gnassi a fargli cambiare idea: “Nanni viene con noi. Punto. Va a messa tutte le domeniche e non dice mai bugie”. Rassicurato, Stefano ha così ripreso a dormire il sonno del giusto, certo che seppur con dieci liste, dieci interlocutori diversi, dieci bocche da sfamare, tutti potranno lavorare in perfetta armonia per il raggiungimento di una nuova Pax Augustea a beneficio del territorio.
Bianchi, Rossi e Verdi assieme, comunisti ed ex democristiani su tutti, finalmente abbracciati in una stretta solidale, capaci di governare mettendo da parte 60 anni di astio, ideologia e di credi spesso agli antipodi. Un vero miracolo compiuto dal già santo Stefano Vitali che domenica 21 si ripresenta così alle urne certissimo di vincere, proprio come due settimane fa. Gnassi glielo ha giurato e per non sbagliare, stavolta, si è anche dato una toccatina. Non si sa mai.



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Il preferito: Maurizio Nanni.
Meno di un nobel, più di un tapiro, quando il successo ti bacia (o ti ostini un po’ troppo nel cercarlo), ti tocca un preferito.
Oggi, per voi, Maurizio Nanni: quando l’importante è avere da sedersi.
(continua)

I miracoli di Santo Stefano Vitali.
Bianchi, Rossi e Verdi assieme, comunisti ed ex democristiani su tutti, finalmente abbracciati in una stretta solidale, capaci di governare mettendo da parte 60 anni di astio, ideologia e di credi spesso agli antipodi. Un vero miracolo compiuto dal già santo Stefano Vitali.
(continua)

salva con nome
Speciale Udc/1
“Vinciamo al primo turno”. L'ottimismo di Stefano Vitali all'incontro con i suoi sostenitori”.
(Corriere di Rimini, 07/05/2009)
Come si fa a non essere ottimisti1
(continua)

Speciale Udc/2
“L’Udc vuole portare il principe in salotto”.
(Carlino Rimini, 13/05/2009)
Troni, salotti, poltrone, tutto era già scritto
(continua)


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