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di Rimini n.8 / 4.6.2003
editoriali
Poltrone come opere d’arte.
Come San Francesco per umiltà si fermò al trentanovesimo giorno di digiuno per non farsi uguale a Gesù, e così non peccare d’orgoglio, noi qui si era deciso di chiudere il giornale al numero 99, di infilare braghette e infradito (questo San Francesco non l’aveva fatto) e di darci alla bella vita estiva riminese. Però succede sempre qualcosa che non ti aspetti e così, di fronte all’unico vero colpo di scena di questa campagna elettorale (sarebbe il secondo dopo la non vittoria al primo turno di Vitali, ma la retorica ha le sue esigenze), non abbiamo potuto far finta di niente. Un giornale vero non poteva non interrogarsi come si deve sulla scelta di campo del compagno Nanni (absit etc.). Il minimo che potessimo fare era dedicargli il nostro numero 100. E quelli che hanno una certa età e conservano con la dovuta cura la loro collezione di Tex sanno cosa vuol dire un numero 100. Ma noi siamo generosi.
Eccoci dunque qui con un numero ridottissimo - estivo, esattamente - tutto dedicato al Nostro. Ma se lo merita.
A dire il vero l’avrebbe meritato anche prima, ma solo la nostra miopia ci ha impedito di riconoscere, dai suoi primi atti, la carica carismatica e, diciamo così, innovativa del personaggio. Non sono infatti le competenze costruite negli anni, le analisi accurate, la vita di sezione, la coerenza sofferta dei valori, che fanno la politica, o almeno non più: è roba vecchia, superata, come la pittura con il pennello e la tela. E’ il politico, lui solo, con il suo gesto - sedersi su una poltrona, assumere un incarico - che lo trasforma in un atto democratico, progressista, popolare, per il bene di tutti. Ecco, non dategli del poltronaro; lui, il compagno Nanni (absit etc.), è in realtà l’unico vero surrealista della politica riminese. E se l’orinatoio di Duchamp, grazie al gesto creatore dell’artista che lo aveva “scelto” tra gli altri, è diventato l’opera d’arte “più importante del XX secolo”, la poltrona di Romagna Acque - sulla quale si sta peraltro seduti più comodamente - potrà ben aspirare a diventare almeno il simbolo della nuova Provincia di Rimini governata da Stefano Vitali. Solo perché ci appoggia il suo caro fondoschiena il compagno, pardon, il surrealista Maurizio Nanni. Auguri.



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Il preferito: Maurizio Nanni.
Meno di un nobel, più di un tapiro, quando il successo ti bacia (o ti ostini un po’ troppo nel cercarlo), ti tocca un preferito.
Oggi, per voi, Maurizio Nanni: quando l’importante è avere da sedersi.
(continua)

I miracoli di Santo Stefano Vitali.
Bianchi, Rossi e Verdi assieme, comunisti ed ex democristiani su tutti, finalmente abbracciati in una stretta solidale, capaci di governare mettendo da parte 60 anni di astio, ideologia e di credi spesso agli antipodi. Un vero miracolo compiuto dal già santo Stefano Vitali.
(continua)

salva con nome
Speciale Udc/1
“Vinciamo al primo turno”. L'ottimismo di Stefano Vitali all'incontro con i suoi sostenitori”.
(Corriere di Rimini, 07/05/2009)
Come si fa a non essere ottimisti1
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Speciale Udc/2
“L’Udc vuole portare il principe in salotto”.
(Carlino Rimini, 13/05/2009)
Troni, salotti, poltrone, tutto era già scritto
(continua)


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