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Si taglia dappertutto, in Comune, per far quadrare i conti dopo l'ennesima finanziaria statale con meno trasferimenti. Ad andarci di mezzo, fra gli altri servizi, la cultura. Un esempio, la biblioteca civica Gambalunghiana: il budget di spesa per gli acquisti del suo "core business" - cioè libri, riviste e prodotti multimediali - è stato sfrondato del 20%. Non sono bruscolini e come si vede il taglio è ben superiore a quello di tanti altri settori. Le poesie non danno pane, tantomeno companatico, e allora i cittadini riminesi - i circa 180mila utenti registrati ai servizi della biblioteca potranno contare nel 2008 su nuovi libri e giornali per soli 75mila euro circa di valore (sono stati 88mila nel 2007).
Comunque non è poco e la biblioteca continua ad avere gambe abbastanza lunghe. L'anno scorso sono stati acquistati in tutto 2.544 volumi, di cui 608 per la sezione ragazzi. Proprio questi ultimi sono gli utilizzatori più virtuosi all'interno dello storico palazzo del Cinquecento salvatosi per fortuna dai bombardamenti. Su ogni utente registrato della minore età, infatti, si conta quasi un prestito effettuato. Gli adulti invece sembrano molto meno curiosi di imparare cose nuove dai libri (nuovi e vecchi), ed evidentemente vanno in biblioteca per studiare, respirare un po' di silenzio, leggere i giornali, consultare i libri portati da casa o quelli disponibili a scaffale aperto. Il rapporto fra prestiti effettuati agli adulti nel 2007 e utenti è solo di 0,2. In ogni caso il personale della biblioteca è sempre sotto pressione: effettua in media 170 prestiti al giorno, in un anno ha dato informazioni agli utenti oltre 31mila volte. E' però un peccato pensare che i 7 libri nuovi che in media entrano ogni giorno in biblioteca, andando ad ingrossare il corpus di 265mila volumi, siano molto meno sfogliati di quanto potrebbe essere.
Secondo Marcello Di Bella, direttore della biblioteca, la filosofia della Gambalunga è quella della ‘public library’, una biblioteca di informazione generale. Tenta di rappresentare tutte le tendenze culturali in atto, senza scopi o missioni su discipline particolari. I temi che approfondisce più nello specifico derivano invece da fondi importanti, attraverso lasciti o donazioni.
Le eccellenze non mancano, ci tiene a precisare Di Bella, orgoglioso di una tradizione di 400 anni. E sono esistite generazioni di bibliotecari che si sono impegnati su fronti specifici, come il cardinale Garampi, che ha lasciato numerosi manoscritti miniati. C’è anche una tradizione storico-filosofica importante. “Luciano Canfora, per esempio, si rivolge spesso alla Gambalunga per materiali e trattati di filosofia morale”.
Tra i fondi di prestigio, Di Bella cita quello del pedagogista Mascia, il fondo Melucci Alberto, quello della Casa della Donna, il fondo del fotografo de Il Resto del Carlino Minghini, che ha donato 500.000 fotogrammi, con immagini che partono dal 1800. Quello del grande Magalotti In zir par la Rumagna. C’è un fondo, infine con film originali su pellicola (che comprende anche opere di Fellini) che documentano la storia di Rimini.
“La nostra mission”, ha chiuso il direttore, “è di far vedere quello che viene scartato: mettiamo a disposizione quello che non passa il convento”. Una chiosa che appare più indirizzata a rispondere alla nostra piccola moratoria sulla cineteca cinematografara che ad aggiungere qualcosa sulla biblioteca.
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